Library

  • PBC | STUDIO

Adequate versus deep response to ursodeoxycholic acid in primary biliary cholangitis: To what extent and under what conditions is normal alkaline phosphatase level associated with complication-free survival gain?

Di Corpechot C, et al Hepatology. 2024 Jan 1;79(1):39-48.

Studio multicentrico retrospettivo su >1000 pazienti con PBC trattati con UDCA che avevano risposta “adeguata”. La normalizzazione dell’ALP (“deep response”) è associata a un significativo guadagno di sopravvivenza libera da complicanze, soprattutto nei pazienti più giovani o con fibrosi avanzata, mentre livelli di ALP lievemente elevati mantengono un rischio residuo.

  • PBC | STUDIO

Goals of Treatment for Improved Survival in Primary Biliary Cholangitis: Treatment Target Should Be Bilirubin Within the Normal Range and Normalization of Alkaline Phosphatase.

Di Murillo Perez CF, et al. Am J Gastroenterol. 2020 Jul;115(7):1066-1074.

Studio multicentrico del Global PBC Study Group che analizza il valore prognostico di bilirubina e fosfatasi alcalina nella PBC. I risultati mostrano che livelli di bilirubina ≤0,6×ULN e normalizzazione dell’ALP sono associati alla migliore sopravvivenza libera da trapianto, definendo nuovi target terapeutici più stringenti rispetto alla pratica corrente.

  • PBC | STUDIO

Seladelpar Improved Itch, Itch-Related Sleep Disturbance and Measures of Fatigue in Patients With Primary Biliary Cholangitis and Pruritus in the Phase 3 RESPONSE Trial.

Di Levy C, et al. Aliment Pharmacol Ther. 2026 Apr 3.

Studio clinico su seladelpar nella colangite biliare primitiva che dimostra, oltre all’effetto anticolestatico, un miglioramento significativo del prurito, della sua distribuzione e dei disturbi del sonno correlati, con impatto positivo sulla qualità di vita. I risultati rafforzano il ruolo del farmaco nel controllo dei sintomi oltre che dei parametri biochimici.

  • PBC | STUDIO

Network meta-analysis: relative clinical efficacy and safety of elafibranor versus seladelpar as second-line treatment for patients with primary biliary cholangitis.

Di Jones D, Combe E, Knight H, Laskier-Owens V, Ren S, Wright T, Böing EA, Pashley A. J Comp Eff Res. 2026 Apr 17:e250206. doi: 10.57264/cer-2025-0206. Epub ahead of print. PMID: 41995445.

Network meta-analisi bayesiana che confronta indirettamente elafibranor e seladelpar come seconda linea nella PBC. Elafibranor mostra una maggiore probabilità di risposta colestatica rispetto a seladelpar e placebo, senza differenze rilevanti negli altri endpoint. I risultati supportano un possibile vantaggio di elafibranor, ma richiedono conferma in studi head-to-head.

  • PBC | REVIEW

Population Pharmacokinetics and Pharmacokinetics-Pharmacodynamics Analyses of Elafibranor to Support Dose Selection in Primary Biliary Cholangitis.

Di Ooi QX, et al. CPT Pharmacometrics Syst Pharmacol. 2026 May;15(5):e70247.

Revisione sistematica che analizza il timing della colecistectomia dopo pancreatite acuta biliare severa. I dati evidenziano incertezza sull’ottimale tempistica chirurgica, con potenziali benefici di un approccio precoce in termini di recidive e complicanze, ma necessità di maggiore evidenza. Gli autori sottolineano il bisogno di studi prospettici dedicati.

  • PBC | STUDIO

Baseline Alkaline Phosphatase Impacts Response Rates in Primary Biliary Cholangitis: Exploring Response to Elafibranor in ELATIVE

Di Levy C, et al. Liver Int. 2026 May;46(5):e70630.

Analisi post hoc dello studio ELATIVE che valuta elafibranor nella colangite biliare primitiva (PBC). I risultati mostrano che i livelli basali di fosfatasi alcalina influenzano la risposta biochimica al trattamento, con miglioramenti significativi dei parametri epatici e del rischio prognostico. I dati supportano l’efficacia di elafibranor indipendentemente dai livelli iniziali di malattia.

  • PFIC ALGS | REVIEW

Therapeutic approach to genetically-determined cholestatic liver diseases in paediatric and adult patients

Di Indolfi G, et al. Dig Liver Dis. 2026 Jan;58(1):9-12.

Articolo di sintesi che discute l’approccio terapeutico alle colestasi genetiche in bambini e adulti, con attenzione alla scelta delle terapie mediche disponibili e alla gestione del prurito/colestasi lungo il continuum di età.

  • PFIC ALGS | REVIEW

The “ABC” of genetics in cholestatic liver diseases

Di Vitale G, et al. Dig Liver Dis. 2026 Jan;58(1):1-4.

Articolo breve in Digestive and Liver Disease che affronta, in modo panoramico, l’“ABC” della genetica nelle malattie colestatiche del fegato, cioè come orientarsi tra indicazioni al test genetico e interpretazione clinica nei quadri colestatici.

  • PFIC ALGS | STUDIO

Defining the natural history of rare genetic liver diseases: Lessons learned from the NAPPED initiative

Di van Wessel DBE, et al. Eur J Med Genet. 2021 Jul;64(7):104245.

Revisione sulla progressive familial intrahepatic cholestasis (PFIC) che descrive basi genetiche, storia naturale e strategie terapeutiche. Evidenzia l’elevata morbilità legata alla colestasi cronica e al prurito, il ruolo delle mutazioni nei trasportatori biliari e i limiti delle opzioni tradizionali, sottolineando la necessità di trattamenti mirati e meno invasivi.

  • PFIC | STUDIO

Maralixibat in progressive familial intrahepatic cholestasis (MARCH-PFIC): a multicentre, randomised, double-blind, placebo-controlled, phase 3 trial

Di Miethke AG, et al. Lancet Gastroenterol Hepatol. 2024 Jul;9(7):620-631.

Studio di fase 3 (MARCH-PFIC), multicentrico, randomizzato e controllato con placebo, che valuta maralixibat in pazienti pediatrici con PFIC. Il trattamento ha determinato una significativa riduzione del prurito e degli acidi biliari sierici, con miglioramenti di parametri clinici e profilo di sicurezza generalmente gestibile. I risultati supportano maralixibat come opzione terapeutica non chirurgica.

  • ALGS | STUDIO

Efficacy and safety of maralixibat treatment in patients with Alagille syndrome and cholestatic pruritus (ICONIC): a randomised phase 2 study

Di Gonzales E, et al. Lancet. 2021 Oct 30;398(10311):1581-1592.

Studio clinico (ICONIC) randomizzato con fase di sospensione, che valuta maralixibat nella sindrome di Alagille. Il trattamento ha ridotto significativamente il prurito rispetto al placebo e migliorato parametri clinici correlati agli acidi biliari, con buona tollerabilità generale. I dati suggeriscono un beneficio clinico nei pazienti pediatrici con colestasi.

  • ALGS | STUDIO

Efficacy and safety of odevixibat in patients with Alagille syndrome (ASSERT): a phase 3, double-blind, randomised, placebo-controlled trial

Di Ovchinsky N, et al. Lancet Gastroenterol Hepatol. 2024 Jul;9(7):632-645.

Studio di fase 3 (ASSERT), randomizzato e controllato con placebo, che valuta odevixibat nella sindrome di Alagille. Il trattamento ha migliorato significativamente il prurito e ridotto gli acidi biliari sierici, con un profilo di sicurezza generalmente favorevole. I risultati supportano odevixibat come opzione terapeutica non chirurgica per questi pazienti.

  • PSC | LINEE GUIDA

EASL Clinical Practice Guidelines on sclerosing cholangitis

Di European Association for the Study of the Liver. J Hepatol. 2022 Sep;77(3):761-806.

Le linee guida EASL forniscono indicazioni pratiche per la gestione della colangite sclerosante (primaria e secondaria), includendo diagnosi, stratificazione prognostica, sorveglianza delle complicanze e opzioni terapeutiche (farmacologiche, endoscopiche e chirurgiche) in età pediatrica e adulta.

  • PSC | LINEE GUIDA

AASLD practice guidance on primary sclerosing cholangitis and cholangiocarcinoma

Di Bowlus CL, et al. Hepatology. 2023 Feb 1;77(2):659-702.

Documento AASLD che fornisce raccomandazioni pratiche per diagnosi, follow-up e trattamento della PSC, includendo la gestione del rischio e l’approccio al colangiocarcinoma.

  • PBC | STUDIO

A Phase 3 Trial of Seladelpar in Primary Biliary Cholangitis

Di Hirschfield GM, et al. N Engl J Med. 2024 Feb 29;390(9):783-794.

In questo trial di fase 3, pazienti con PBC e risposta inadeguata o intolleranza a UDCA sono stati randomizzati a seladelpar o placebo. Il trattamento ha determinato una significativa maggiore risposta biochimica (riduzione di ALP e normalizzazione della bilirubina) rispetto al placebo, con miglioramento del prurito e un profilo di sicurezza generalmente favorevole.

  • PBC | STUDIO

Pretreatment prediction of response to ursodeoxycholic acid in primary biliary cholangitis: development and validation of the UDCA Response Score

Di Carbone M, et al. Lancet Gastroenterol Hepatol. 2018 Sep;3(9):626-634.

Gli autori sviluppano e validano esternamente un “UDCA Response Score” basato su variabili pre-trattamento per predire la risposta biochimica a UDCA a 12 mesi nella PBC (definita come ALP <1,67×ULN). Il modello mostra buona accuratezza predittiva (AUC ~0,83 nella coorte di validazione) e correla con caratteristiche istologiche di danno biliare/fibrosi, proponendosi per anticipare l’identificazione dei non-responder candidabili a terapia di seconda linea.

  • PBC | STUDIO

Second-Line Treatment for Patients With Primary Biliary Cholangitis: A Systematic Review With Network Meta-Analysis

Di Giannini EG, et al. Liver Int. 2025 Jan;45(1):e16222.

Revisione sistematica con network meta-analisi confronta le terapie di seconda linea per pazienti con PBC e risposta incompleta o intolleranza a UDCA, includendo studi su obeticholic acid, seladelpar ed elafibranor. Tutti i trattamenti aumentano la probabilità di risposta biochimica, con elafibranor leggermente più efficace nel raggiungerla, mentre seladelpar riduce il rischio di prurito e obeticholic acid è associato a maggior rischio di eventi avversi seri.

  • PSC | STUDIO

Safety and efficacy of elafibranor in primary sclerosing cholangitis: The ELMWOOD phase II randomized-controlled trial

Di Levy C, et al. J Hepatol. 2026 Jan;84(1):74-85.

Nel trial ELMWOOD (12 settimane), 68 adulti con PSC sono stati randomizzati a elafibranor 80 mg, 120 mg o placebo: elafibranor è risultato ben tollerato e ha ottenuto maggiori miglioramenti biochimici rispetto al placebo, con riduzioni di ALP più marcate (dose-response a favore di 120 mg). I marker di fibrosi (ELF) hanno mostrato tendenza alla stabilizzazione/miglioramento rispetto al placebo.

  • PBC | STUDIO

Efficacy and Safety of Elafibranor in Primary Biliary Cholangitis

Di Kowdley KV, et al. N Engl J Med. 2024 Feb 29;390(9):795-805.

In questo trial multinazionale di fase 3, pazienti con PBC con risposta inadeguata o intolleranza a UDCA sono stati randomizzati (2:1) a elafibranor 80 mg/die o placebo. Elafibranor ha migliorato in modo significativo gli endpoint biochimici di risposta (in particolare riduzione di ALP e endpoint compositi) rispetto al placebo, con un profilo di sicurezza complessivamente favorevole.

  • PBC | STUDIO

A randomized placebo-controlled trial of elafibranor in patients with primary biliary cholangitis and incomplete response to UDCA

Di Schattenberg JM, et al. J Hepatol. 2021 Jun;74(6):1344-1354.

Trial di fase II, doppio cieco (12 settimane) in adulti con PBC con risposta incompleta a UDCA: elafibranor 80 mg o 120 mg vs placebo. Elafibranor ha ridotto significativamente ALP e migliorato endpoint biochimici compositi rispetto al placebo, senza indurre/peggiorare il prurito e con eventi avversi per lo più lievi-moderati.

  • PBC | LINEE GUIDA

Primary Biliary Cholangitis: 2018 Practice Guidance from the American Association for the Study of Liver Diseases

Di Lindor KD, et al. Hepatology. 2019 Jan;69(1):394-419.

Documento di pratica clinica AASLD sulla PBC che riassume raccomandazioni per diagnosi, stratificazione del rischio e gestione terapeutica (prima linea con UDCA, opzioni di seconda linea nei non-responder), oltre a monitoraggio e gestione di sintomi/complicanze della malattia nel lungo termine.

  • PBC | LINEE GUIDA

EASL Clinical Practice Guidelines: The diagnosis and management of patients with primary biliary cholangitis

Di European Association for the Study of the Liver. J Hepatol. 2017 Jul;67(1):145-172.

Le linee guida EASL sintetizzano le evidenze per una gestione strutturata, personalizzata e a lungo termine della PBC, fornendo criteri diagnostici e raccomandazioni terapeutiche per ottimizzare gli outcome. Il documento include inoltre indicazioni su monitoraggio, stratificazione del rischio e gestione delle complicanze e dei sintomi.

  • ALGS | STUDIO

Natural history of liver disease in a large international cohort of children with Alagille syndrome: Results from the GALA study

Di Vandriel SM, et al. Hepatology. 2023 Feb 1;77(2):512-529.

In una coorte internazionale di 1.433 bambini con ALGS (67 centri, 29 Paesi), la native liver survival è risultata ~54% a 10 anni e ~40% a 18 anni; entro 18 anni, ~66% ha avuto almeno un evento epatico maggiore (ipertensione portale clinicamente evidente, trapianto o morte). Un bilirubina totale <5 mg/dL tra 6–12 mesi si associa a migliori outcome e può aiutare la stratificazione prognostica e la valutazione di terapie.

  • ALGS | STUDIO

Elevated Serum Bile Acids Predict Poor Liver Outcomes in Children With Alagille Syndrome: Results From the GALA Study Group

Di Perez CFM, et al. Liver Int. 2025 Dec;45(12):e70423.

In una grande coorte di bambini con ALGS, livelli più alti di acidi biliari sierici (SBA) si associano a peggiori outcome epatici, mentre SBA più bassi predicono migliore native liver survival ed event-free survival. Pur senza uso di IBAT-inibitori nei pazienti studiati, i risultati supportano l’idea che ridurre gli acidi biliari possa tradursi in benefici clinici rilevanti.

  • ALGS | STUDIO

Effects of odevixibat on pruritus and bile acids in children with cholestatic liver disease: Phase 2 study

Di Baumann U, et al. Clin Res Hepatol Gastroenterol. 2021 Sep;45(5):101751.

Studio di fase 2 in bambini con colestasi e prurito: odevixibat per os è risultato ben tollerato, ha ridotto gli acidi biliari sierici e ha migliorato in modo documentato prurito e disturbi del sonno. La riduzione del prurito correlava significativamente con la riduzione degli acidi biliari, e sono state esplorate anche associazioni con i livelli di autotaxina.

  • ALGS | REVIEW

Management of adults with Alagille syndrome

Di Ayoub MD, et al. Hepatol Int. 2023 Oct;17(5):1098-1112.

Review rivolta ai clinici dell’adulto che sintetizza la gestione dell’ALGS dopo la transizione dall’età pediatrica, evidenziando la variabilità fenotipica e la necessità di sorveglianza a lungo termine delle complicanze epatiche ed extraepatiche. Propone un framework diagnostico per sospetto ALGS nell’adulto e discute aspetti chiave nella valutazione di eleggibilità al trapianto di fegato e nelle opzioni terapeutiche per la colestasi/prurito.

  • PFIC | REVIEW

Genotypes and different clinical variants between children and adults in progressive familial intrahepatic cholestasis: a state-of-the-art review

Di Vitale G, et al. Orphanet J Rare Dis. 2025 Feb 21;20(1):80.

La review sintetizza come le varianti genetiche responsabili di PFIC in età pediatrica possano associarsi anche a forme di colestasi a esordio più tardivo o in età adulta, con fenotipi differenti. Discute manifestazioni cliniche, rischio di complicanze (incluso tumore epatico in alcuni sottotipi), e il ruolo crescente di terapie mirate che riducono il riassorbimento degli acidi biliari (es. IBAT-inibitori).

  • PFIC | STUDIO

Impact of Genotype, Serum Bile Acids, and Surgical Biliary Diversion on Native Liver Survival in FIC1 Deficiency

Di van Wessel DBE, et al. Hepatology. 2021 Aug;74(2):892-906.

In una coorte multicentrica di 130 pazienti con deficit di FIC1 (ATP8B1), la sopravvivenza con fegato nativo è risultata <50% a 18 anni e non è stata associata al numero di mutazioni tronche previste. Gli acidi biliari sierici all’esordio si correlavano negativamente con la sopravvivenza; la derivazione biliare chirurgica riduceva gli acidi biliari e tendeva ad associarsi a migliore outcome, soprattutto se i valori post-intervento scendevano sotto soglie più basse.

  • PFIC | STUDIO

Genotype correlates with the natural history of severe bile salt export pump deficiency

Di van Wessel DBE, et al. J Hepatol. 2020 Jul;73(1):84-93.

In una coorte retrospettiva multicentrica di 264 pazienti con deficit severo di BSEP (ABCB11), la gravità del genotipo si associa fortemente alla sopravvivenza con fegato nativo e al rischio di epatocarcinoma (molto più alto nei genotipi più severi). La derivazione biliare chirurgica migliora la sopravvivenza in alcuni sottogruppi e la risposta precoce degli acidi biliari dopo l’intervento predice l’outcome a lungo termine.

  • PFIC | REVIEW

Challenges in the diagnosis and treatment of genetic cholestasis in adults

Di Thompson RJ, et al. JHEP Rep. 2026 Jan;5(8):101625.

Questa review affronta le principali sfide diagnostiche e terapeutiche delle colestasi genetiche nell’adulto, distinguendo tra colestasi primaria e colangiopatie, e proponendo un percorso diagnostico che include analisi genetica e istologia quando l’eziologia rimane incerta. Viene inoltre discusso il ruolo emergente delle terapie che interrompono la circolazione enteroepatica degli acidi biliari, così come l’importanza di un approccio multidisciplinare per la gestione clinica.

  • PFIC | STUDIO

Interim results from an ongoing, open-label, single-arm trial of odevixibat in progressive familiar intrahepatic cholestasis

Di Thompson RJ, et al. JHEP Rep. 2023 Apr 29;5(8):100782.

Il lavoro riporta i risultati preliminari di uno studio open-label, single-arm su odevixibat in pazienti con PFIC, valutandone efficacia e sicurezza nella pratica clinica durante il follow-up in corso. In sintesi, vengono descritti miglioramenti clinico-biochimici compatibili con l’effetto dell’inibizione del riassorbimento ileale degli acidi biliari e il profilo di tollerabilità nel campione osservato.

  • PFIC | STUDIO

Odevixibat treatment in progressive familial intrahepatic cholestasis: a randomised, placebo-controlled, phase 3 trial

Di Thompson RJ, et al. Lancet Gastroenterol Hepatol. 2022 Sep;7(9):830-842.

In 62 bambini con PFIC1/2, odevixibat (40 o 120 μg/kg/die) ha aumentato significativamente le risposte sul prurito e ottenuto una risposta su acidi biliari sierici rispetto al placebo a 24 settimane; gli eventi avversi più frequenti includevano diarrea/evacuazioni frequenti. Nel complesso, il farmaco è risultato generalmente ben tollerato e rappresenta un’opzione farmacologica per interrompere la circolazione enteroepatica degli acidi biliari.

  • PFIC | POSITION PAPER

Diagnostic approach to neonatal and infantile cholestasis: A position paper by the SIGENP liver disease working group

Di Ranucci G, et al. Dig Liver Dis. 2022 Jan;54(1):40-53.

Position paper SIGENP che, tramite revisione sistematica e metodo GRADE, definisce un percorso diagnostico evidence-based per la colestasi nel primo anno di vita, enfatizzando riconoscimento tempestivo e identificazione eziologica per migliorare gli outcome. Le raccomandazioni sono state approvate da un panel di esperti con soglia di accordo ≥75%.

  • PFIC | CASE REPORT

Odevixibat as an adjunctive treatment for refractory pruritus in rare variants of cholestatic liver disease

Di Goel Aet al. JPGN Rep. 2024 Apr 4;5(3):296-302.

Gli autori descrivono 3 bambini con colestasi progressiva e prurito refrattario trattati con odevixibat come terapia aggiuntiva. Due casi (AKR1D1 e ABCB4) hanno avuto un miglioramento marcato di acidi biliari sierici e prurito; il terzo (PKHD1/PKHD2) ha avuto beneficio limitato, verosimilmente per malattia più severa, senza effetti collaterali rilevanti.

  • PFIC | OPINION PAPER

Opinion paper on the diagnosis and treatment of progressive familial intrahepatic cholestasis

Di McKiernan P, et al. JHEP Rep. 2023 Oct 27;6(1):100949.

Questo opinion paper fornisce raccomandazioni pratiche per la diagnosi, classificazione genetica e gestione terapeutica del PFIC pediatrica, integrando evidenze recenti e consenso di esperti. Vengono discussi approcci diagnostici molecolari, monitoraggio clinico e opzioni terapeutiche, inclusi trattamenti medici e indicazioni al trapianto epatico, con l’obiettivo di standardizzare la gestione di questa rara colestasi genetica.

  • PFIC ALGS | LINEE GUIDA

EASL Clinical Practice Guidelines on genetic cholestatic liver diseases

Di European Association for the Study of the Liver. J Hepatol. 2024 Aug;81(2):303-325.

Le linee guida di pratica clinica della European Association for the Study of the Liver (EASL) forniscono raccomandazioni evidence-based per la diagnosi, gestione e trattamento delle malattie colestatiche epatiche genetiche, affrontando test genetici, approcci diagnostici, trattamento del prurito e raccomandazioni per clinici che seguono pazienti con colestasi ereditarie sia pediatriche che adulte.

  • PFIC | STUDIO

Real-world experience with odevixibat in children with progressive familial intrahepatic cholestasis

Di Di Giorgio A, et al. JHEP Rep. 2024 Dec 19;7(4):101309.

Studio prospettico multicentrico su 24 bambini con PFIC trattati con odevixibat (40 µg/kg/die, con possibile escalation a 120): a 6 mesi gli acidi biliari sierici sono diminuiti marcatamente e il prurito è migliorato, con ~75% responder biochimici e ~73% responder clinici. Non sono stati riportati eventi avversi gravi e alcuni pazienti hanno richiesto aumento di dose per ottimizzare la risposta.

  • PFIC | CASE REPORT

Reply to: "Managing PFIC 7 with odevixibat: Alleviation of pruritus and biochemical response"

Di Di Giorgio A. JHEP Rep. 2025 Oct 29;8(1):101644.

Si tratta di una lettera di risposta/commento relativa a un articolo su PFIC 7 trattato con odevixibat, in cui si discute del miglioramento del prurito e di parametri biochimici osservati con l’inibitore del trasportatore ileale degli acidi biliari.

  • PFIC | CASE REPORT

Odevixibat for Episodic Intrahepatic Cholestasis due to Biallelic Mutations in ATP8B1: A Case Series

Di Di Giorgio A, et al. Liver Int. 2025 Aug;45(8):e70216.

Serie di 6 pazienti con colestasi intraepatica episodica da mutazioni bialleliche di ATP8B1 trattati con odevixibat (per lo più durante una recidiva): la maggior parte ha avuto miglioramento clinico (prurito/QoL) e in alcuni una rapida riduzione degli acidi biliari. Il trattamento non è risultato preventivo rispetto a futuri episodi colestatici.

  • PFIC | CASE REPORT

Treatment with an ileal bile acid transporter inhibitor in patients with TJP2 deficiency

Di Di Giorgio A, et al. Clin Res Hepatol Gastroenterol. 2023 Oct;47(8):102185.

In una serie di casi pediatrici con PFIC-4 (mutazioni in TJP2), l’inibitore del trasportatore ileale degli acidi biliari odevixibat ha determinato significative riduzioni dei livelli di acidi biliari e del prurito, con miglioramento clinico complessivo. I risultati supportano l’efficacia e la sicurezza di odevixibat come terapia sintomatica nelle colestasi genetiche da TJP2.

  • PFIC | CASE REPORT

Managing PFIC 7 with odevixibat: Alleviation of pruritus and biochemical response

Di Ala AS, et al. JHEP Rep. 2025 Sep 10;8(1):101593.

Esperienza clinica su soggetti con PFIC 7 trattati con odevixibat, riportando alleviamento del prurito e risposta biochimica favorevole. I risultati suggeriscono che l’inibizione del trasportatore ileale degli acidi biliari può migliorare sintomi e profilo biochimico anche in questo sottotipo raro di PFIC.

  • PFIC | CASE REPORT

Acquired bisalbuminemia: A case report

Di Addesso R, et al. Clin Biochem. 2026 Jan 22;142:111085

Una donna di 36 anni con storia di colestasi (inclusa colestasi intraepatica in gravidanza e successivo ittero colestatico severo) presenta un profilo anomalo alla elettroforesi capillare compatibile con bisalbuminemia acquisita. Gli autori dimostrano che l’anomalia è dovuta a un complesso albumina–acidi biliari, rilevabile in CE ma non in gel; dopo trattamento con odevixibat e riduzione degli acidi biliari, il reperto scompare.